Vediamo gli errori più frequenti che si commettono quando ci si chiede come illuminare la propria abitazione:

    • una quantità di luce insufficiente allo svolgimento di determinate attività come cucinare, leggere, cucire ecc.
    • una errata distribuzione delle fonti luminose che lasciano fastidiose zone d’ombra,
    • l’errato posizionamento di sorgenti luminose che provocano abbagliamento.

La quantità di luce necessaria in un ambiente cambia a seconda delle funzioni a cui è esso è destinato. In generale, la soluzione migliore consiste nel creare una luce soffusa in tutto l’ambiente e intervenire con fonti luminose più intense nelle zone destinate ad attività precise come pranzare, leggere, studiare.

Nella tabella in alto riportiamo i livelli di illuminamento consigliati per una corretta progettazione dell’impianto di illuminazione negli ambienti domestici. Le sorgenti luminose consigliate dovranno avere temperatura di colore compresa tra 2000°K e 4000°K e un indice di resa cromatica RA>90.

Alcuni consigli:
Innanzitutto, se vogliamo aumentare la luminosità e diminuire i consumi della luce artificiale, le pareti degli ambienti devono essere tinteggiate con colori chiari.
Il lampadario centrale può fornire l’illuminazione “generale”, ma è necessaria un’illuminazione “localizzata” più intensa nelle zone destinate ad attività precise.

Sculture e particolari oggetti possono essere illuminati o da un solo lato per avere un gioco d’ombre o da più punti per dare volume all’oggetto. L’illuminazione più idonea è quella data dalle lampadine alogene a bassissima tensione con riflettore dicroico o a led in quanto consentono di dirigere la luce con grande precisione, le prime garantiscono una migliore resa cromatica in quanto il loro spettro di emissione è sovrapponibile a quello del sole, mentre col led si ha una buona resa cromatica abbinata ad un risparmio energetico dell’80%, sta a voi la scelta.

Per i quadri l’illuminazione deve essere uniforme e può essere realizzata attraverso il led che, oltre a consumare poca energia, riesce a valorizzare i colori degli oggetti senza danneggiare la tela come invece avverrebbe con un’alogena. Attenzione alla posizione, in modo che la sorgente non si ‘rifletta’ sul quadro o sul suo vetro o non finisca nel campo visivo dell’osservatore.

Il televisore non va mai guardato al buio. Il televisore accesso all’interno di una stanza buia può provocare disturbi alla vista, è consigliabile accendere una lampada a basso consumo (preferibilmente a led) all’interno della stanza.

Per leggere seduti sul divano, una persona di 60 anni ha bisogno di una quantità di luce sei volte superiore a quella necessaria ad un giovane di 20 anni, è quindi utile mettere a fianco del divano una lampada da terra con variatore di luce (dimmer).
Nella zona pranzo è meglio utilizzare una luce sospesa concentrata sul tavolo oppure una lampada da terra, con braccio curvo, che illumini il tavolo.

In cucina, oltre all’illuminazione generale, occorre prevedere luci sotto i pensili, sui piani di lavoro e sul piano di cottura da utilizzare solo dove e quando servono. Qui le lampade ad incandescenza possono essere sostituite da sorgenti a led, che, anche rimanendo accese molte ore, non incidono sul consumo, garantendo comunque un’ottima illuminazione.

In camera da letto, oltre all’illuminazione generale che può essere realizzata attraverso un lampadario, una piantana o applique murali, bisogna illuminare anche il comodino e l’eventuale scrivania presente.

Per le scrivanie sono da preferire le lampade da tavolo con braccio orientabile, meglio se funzionanti con lampade alogene a bassissima tensione o a led. La lampada deve essere posta circa 60 cm al di sopra del piano di lavoro per evitare zone d’ombra e posizionata dal lato opposto della mano che scrive.

Sui comodini servono invece lampade che consentano la lettura e che nello stesso tempo non disturbino un’eventuale altra persona che magari sta dormendo. La soluzione ideale è una lampada con fascio luminoso orientabile, del tipo quelle per le scrivanie. Un suggerimento: in camera da letto è utile prevedere un interruttore posto sopra il letto per lo spegnimento delle luci.

Nei bagni sono sufficienti plafoniere o faretti a soffitto per l’illuminazione generale e appliques ad accensione separata, montati ai lati dello specchio e orientati verso il basso in direzione del viso, attenzione anche qui all’abbagliamento. Essendo il bagno un ambiente che richiede un’illuminazione istantanea e per breve tempo le lampade più adatte sono alogene o a led.

Per i corridoi e le scale applique e plafoniere sono una valida soluzione. In questi locali è raro che la luce rimanga accesa per molte ore, mentre sono frequenti le accensioni e gli spegnimenti. È quindi opportuno orientarsi verso le lampade a led che non soffrono queste condizioni di on/off. È inoltre consigliabile l’impiego di interruttori a tempo, che si spengono automaticamente dopo un periodo prestabilito di tempo.

Anche a livello condominiale si può risparmiare energia elettrica. Scale, cantine, garage sono locali dove la luce rimane accesa per lungo tempo: conviene utilizzare lampade a led e installare un interruttore a tempo regolato secondo le esigenze degli inquilini, che spegne la luce dopo un certo periodo.

Per illuminare ingressi e scale esterne, visto che per ragioni di sicurezza restano illuminati tutta la notte, l’ideale è l’uso di lampadine a led comandate da una fotocellula che ne regola l’accensione e lo spegnimento al variare dell’illuminazione solare.

Centro Luce, l’illuminazione a Genova

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